lunedì 8 luglio 2019

NEW upgrade impianto

Che lo dico a fare? L'homebrewing ma soprattutto l'homebrewer moderno che vuole stare al passo con i tempi ha reso un hobby di per sé povero in una passione costosa e faticosa da gestire.

Ma perché costosa quando in molti sostengono che possano bastare una pentola in alluminio, un fermentatole in plastica e pochi altri accessori?
La risposta la si può trovare nella citazione "E' facile fare la Birra ma è difficile farla bene!".

La continua ricerca della perfezione e soprattutto di un impianto dalle dimensioni ridotte e pratico da utilizzare, pulire e stoccare, mi ha portato a sostituire la pentola che usavo per lo sparge, una pentola per conserve in alluminio da 16lt. con una pentola elettrica in acciaio inox. Ho deciso di sbarazzarmi del vecchio recipiente esclusivamente per ragioni pratiche perché durante la cotta avevo il problema di dover scaldare l'acqua sul fornello di casa che si trova al piano superiore rispetto a dove è posizionato il Grainfather. Questo comportava il fatto di dover abbandonare spesso la postazione principale per controllare lo stato del riscaldamento dell'acqua do sparge oltre alle difficoltà e ai rischi nel trasportare una pentola piena di acqua a quasi 80°C per le scale di casa. Ad aggravare la situazione il fatto che durante il lavaggio delle trebbie ll'H2O perdeva progressivamente la temperatura rendendo poco efficace lo sparge.

Dopo aver valutato parecchie soluzioni, tra cui l'acquisto di un fornelletto da campeggio a gas, ho optato per l'acquisto del riscaldatore per l'acqua di sparge Grainfather.
Una soluzione sicuramente più costosa ma che permetterà un controllo ottimale della temperatura in una soluzione compatta e pratica da utilizzare.

Mi sono recato presso il mio rivenditore di fiducia "PINTA" con l'intenzione di effettuare l'acquisto. Avevo già adocchiato il prodotto sul loro store on-line e comparato lo stesso prodotto sul sito web di un altro rivenditore, ed avevo scoperto che il loro concorrente l'aveva in offerta a una cifra di qualche decina di euro inferiore al loro prezzo proposto che se non ricordo male si aggirava attorno ai 145€.

Dato che tentar non nuoce e visto l'ottimo rapporto che ho avuto con loro in questi mesi, ho fatto notare la cosa e chiesto loro se fosse possibile avere uno sconto.
Morale della favola, ho acquistato la pentola a 95€ con uno sconto veramente incredibile.

Come sempre GRAZIE PINTA per la disponibilità e la professionalità.

Ora un nuovo giocattolo è entrato nel mio birrificio domestico non mi resta che attendere la prossima cotta per testarlo sul campo!
Nel frattempo godetevi il video dell'unboxing della prova del prodotto.



giovedì 4 luglio 2019

Fino a qui la mia miglior creazione...

Finalmente ci siamo!

Non posso ovviamente dire di essere arrivato e di aver realizzato la miglior Birra mai bevuta, ma posso assolutamente confermare di aver prodotto la mia miglior Birra!

La cosa che mi rende felice è che la mia ultima APA ha rispecchiato a pieno le mie aspettative.
Ma cosa volevo da questa Birra?

Molto semplicemente migliorare la ricetta della mia prima Morrison, aumentando la presenza di luppolo sia in aroma che in sapore, cercando di eliminare l'astringenza, aumentare la limpidezza e dare una punta di corpo in più.

Dato che non sono uno stolto, so che ci sono ancora molte possibilità di miglioramento.
Nella eventuale prossima versione cercherò di concentrarmi sul diminuire leggermente il Crystal che ha caratterizzato un pò troppo il colore e il gusto della Birra.
Inoltre vorrei provare a utilizzare solamente luppoli in coni per cercare di eliminare quella punta di astinenza residua (Comunque già ora è accettabile).

Per la descrizione e l'analisi della Birra Vi rimando al video realizzato da Giovanni durante l'ultimo SBC. Qui sono descritti a puntino i dettagli della mia APA.

Di seguito il video...
(Dal minuto 30 e 45" l'assaggio della mia Birra)



martedì 2 luglio 2019

L'APA - fermentazione e imbottigliamento

Dopo aver portato a termine e con successo l'ammostamento e la luppolatura del mosto, il prezioso liquido è stato trasferito dalla pentola al fermentatore nel quale, previa ossigenazione del mosto, è stato inserito il lievito US-05.
La fermentazione è avvenuta come di consueto nella cella di fermentazione auto-costruita ad una temperatura di 19°C per 12 giorni. Devo dire che la cella sta facendo il suo lavoro in maniera veramente egregia mantenendo la temperatura costante con uno scostamento minimo. Non è assolutamente una soluzione professionale, ma per il momento va bene così.

Prima di effettuare il mio primo Cold Crash a una temperatura di circa 4°C, ho effettuato il Dry Hopping, senza travaso intermedio. Su suggerimento di un ragazzo della chat Telegram (Automatismi per Homebrewers) ho optato per inserire i luppoli nel fermentatore 24 ore prima dell'abbassamento della temperatura per avere un estrazione di aroma a freddo e un contatto di pochi giorni. Questa tecnica permetterebbe di ridurre il rischio di astinenza e soprattutto l'estrazione di erbaceo dai luppoli.

Trascorsi 4 giorni nei quali la temperatura è stata abbassata lentamente dai 19° ai 4°C mi sono organizzato per l'imbottigliamento.
All'apertura del bidoncino, ho trovato un mosto veramente molto limpido, al limite dell'incredibile. Tutte le particelle di luppolo, lievito e schifezze varie se erano depositate e ben compattate sul fondo del fermentatore grazie al cold crash. Nonostante non avessi effettuato il travaso intermedio che a questo punto risulta completamente superfluo.
Come detto non avevo mai provato questa tecnica, ma ora che l'ho fatto ne sono piacevolmente soddisfatto e credo che non la abbandonerà più.
Dovrò però trovare il modo di rendere un poco più rapido l'abbassamento della temperatura.

La Birra a questo punto è stata imbottigliata e messa a rifermentare in bottiglia  nella camera di fermentazione a 19°C per 2 settimane. Successivamente passerà altre 2/3 settimane a maturare prima di essere bevuta.

Le premesse ci sono tutte.
Speriamo bene!

lunedì 1 luglio 2019

L' APA - La Cotta

La giornata della cotta offre sempre grandi emozioni, ma soprattutto stress da produzione. I passaggi da rispettare sono molti e spesso gli inconvenienti sono dietro l'angolo.

Fortunatamente questo non è stato il caso del Brew Day della versione 2.0 della Morrison, che dalle prime battute si è rilevata una cotta lineare e senza particolari problemi, se non una piccola perdita da un raccordo dell'acqua in ingresso verso il controflusso. Fortunatamente nulla di grave che provvederò a risolvere con l'ausilio del nastro di teflon per sigillare la filettatura del raccordi.

Purtroppo non ho realizzato un video per il mio canale YouTube. Ad essere onesti avevo organizzato l'attrezzatura per riprendere i passaggi salienti della produzione ma per alcune ragioni pratiche non sono riuscito ad avere video interessanti e di buona qualità. Purtroppo complice l'inesperienza e il fatto di essere da solo ad effettuare le riprese e la cotta stessa mi ha messo in grossa difficoltà e ho preferito dedicare il 100% delle mie attenzioni al mosto. Meglio una cosa fatta bene che 2 fatte male.

Vedrò di organizzarmi meglio per il futuro!

Devo registrare che rispetto alla prima cotta con il GF dove avevo avuto un'efficienza del 65%, in questa ricetta ho raggiunto il 73%. Non che questo sposti molto gli equilibri, ma è comunque una sorta di vanto per aver probabilmente affinato l'attrezzatura che comunque è in continua evoluzione.




venerdì 14 giugno 2019

l'APA: la ricetta

Non mi dilungherò molto con incipit superflui...

Questa è la ricetta definitiva che ho studiato e ho scritto e sulla quale mi baserò per Brassare la mia prossima Birra:

Iniziamo col descrivere la scelta dei grani. Ho optato per qualcosa di semplice che prevede circa il 90% di malto base Maris Otter con l'aggiunta di un 100gr di Crystal per aumentare il colore e per conferire un sentore caratterizzante. Ho pensato anche ad una dose "Omeopatica" di fiocchi d'orzo per la schiuma. La lolla di riso in quantità di 250gr. per migliorare la filtrazione durante il Mash.

Questa volta però ho cambiato drasticamente la tipologia di luppoli utilizzati e rispetto al Cascade  ho pensato di introdurre un profilo più tropicale. Ho utilizzato prevalentemente luppoli provenienti dalla Nuova Zelanda, ovvero Nelson Sauvin e Galaxy, oltre al Mosaic.
Ho decisamente aumentato le dosi di luppolo per la bollitura, ma soprattutto per il Dry Hop. Su consiglio di un homebrewer conosciuto sulla chat telegramma (Grainfather & Co. Italia) andrò ad effettuare il DH appena prima di andare al cold crash. Questa tecnica prometterebbe di ridurre i tempi di contatto con il mosto per prevenire il conferimento alla Birra del famoso erbaceo che vorrei tanto evitare.
Speriamo di avere un aroma deciso senza incappare nella fastidiosa astringenza.

Effettuerò una regolazione del Ph per l'acqua di mash e di sparge.
Partendo dall'acqua di rete di casa mia andrà a effettuare la modifica con i sali per abbracciare ancor più i paletti dello stile.

Dopo un breve protein rest effettuerò un mono-step di mach a 64°C prima di andare in mash-out.
Lievito previsto US-05, una assoluta garanzia!

Dimenticavo... sarà superfluo, ma il Grainfather sarà il mio compagno di giochi.

giovedì 13 giugno 2019

Correggo e riprogetto la mia ricetta.

Prima di aprire il calcolatore online per stendere la nuova ricetta, che in realtà dovrà essere un aggiornamento di quella vecchia, sarebbe buona norma fermarsi a riflettere sugli errori commessi sulla precedente produzione e soprattutto alle migliorie da apportare in ricetta per avere una Birra sempre migliore che rispecchi i propri gusti personali.
Se però, come nel mio caso, non si è un giudice BJCP e neppure un degustatore certificato o quantomeno con un minimo di esperienza alle spalle sarebbe cosa buona e giusta, avere quantomeno alcuni feedback da qualcuno con maggiore esperienza.

A parte amici e parenti assolutamente inesperti e facili ad elogi gratuiti, l'unica persona a cui mi sono potuto affidare è stato Giovanni Iovane dello Sgabuzen, che assieme al suo amico Tommaso, hanno assaggiato la mia creazione che ho spedito loro per partecipare allo SBC 3 (Sgabuzen Beer Contest) dove al seguente link è disponibile il video della degustazione.

Si trattava a dire il vero di una Blond Ale, che ho deciso però di trasformare in una APA.
La ricetta originaria si può consultare qui...

Sintetizzando, che problemi furono riscontrati in questa Birra? E come porre rimedio?
Andiamo con ordine.

- Colore:
Utilizzando una dose generosa di estratti ad inizio bollitura e non con la tecnica del Late Addition, per forza di cose il colore tende a scurire, ma ora che sono passato al lato oscuro dell'All Grain questo non dovrebbe più accadere. Comunque passando ad una APA da BJCP mi sarà permesso un colore più carico rispetto a una Blond Ale.

- Astringenza:
Questo è un problema che ad essere onesti ancora oggi mi da molto a pensare. Nei primi 2 mesi successivi alla maturazione la Birra non presentava assolutamente questo problema, ma ha cominciato ad apparire dopo. Per questa ragione sono un pò in difficoltà a trovare una soluzione e conto più sul fatto che il problema si risolverà gestendo al meglio il processo e utilizzando i luppoli in DH magari con un contatto limitato a 3/4gg nel fermentatole.

- Assenza di naso:
Premetto che effettivamente avrei dovuto osare un pò di più.
Qui mi sento di muovere una piccola critica costruttiva ai ragazzi dello Sgabuzen e soprattutto nella gestione delle tempistiche di assaggio. Mi spiego meglio; In alcuni casi sono state degustate per prime Birre giovani che dovrebbero invece essere lasciate a maturare a lungo (Imperial Stout per esempio), e in altri casi (Come il mio) Birre luppolate che andrebbero consumate presto per evitare l'affievolimento degli aromi del luppolo, troppo in la nel tempo.
Credo che uno dei motivi dell'assenza di "Naso" sia dovuta a questo. Comunque uno dei motivi che mi ha spinto a trasformare la Birra in una APA è proprio per osare di più.

- Sapore con una marcia in meno:
Sicuramente una Birra sufficiente, ma con tante, troppe lacune.
Sulla scelta del grist preferisco non soffermarmi, perché non tornerei sulle scelte fatte e rifarei tutto da zero. Anche perché appunto in All Grain le cose sono notevolmente differenti rispetto all'E+G.
In bocca però era praticamente assente la componente citrica che cercavo fin dal principio. In effetti da buon principiante non mi sono reso conto di aver usato veramente troppo poco Cascade in Boil. Dovrà fare di più!

- Carbonazione:
Giusta con i suoi 5gr per litro. Però a parer mio azzarderei un più vivace 5.5 gr./lt.

Se stavi leggendo l'articolo ora ti aspetteresti di curiosare la ricetta. Non sarà così. Ti lascio sulle spine fino al prossimo post!


mercoledì 12 giugno 2019

Non si rimane con le mani in mano!

Dopo aver realizzato e fatto una severa critica alla mia prima all grain, è giunto il tempo di rimettersi al lavoro.

Ad oggi, non avendo a disposizione l'attrezzatura, non ho avuto il piacere di acquistare malti freschi da macinare in casa. Una importante lacuna a cui dovevo porre rimedio per migliorare l'efficienza del mio impianto e soprattutto per fare un salto di qualità in termini di prodotto finito.
Alcune settimane fa, invogliato da un allettante offerta del mio rivenditore di fiducia (Pinta) che prevedeva un mulino a rulli e una grossa quantità di malti vari, ho deciso di rompere il porcellino e di regalarmi questo upgrade per la mia attrezzatura. Più avanti pubblicherò sul mio canale YouTube l'unboxing e il l'assemblaggio del mulino...

Questa premessa per dire che trovandomi in casa una buona quantità di materie prime ho avuto l'imbarazzo della scelta nello stendere una ricetta che potesse essere la vittima sacrificale per la seconda cotta con il GF.
Dopo molti ragionamenti, sono giunto alla conclusione che la prossima Birra in realtà sarebbe stata la prima.
Come???


Si ho deciso di realizzare la versione 2.0 della Morrison, la APA che fu la mia prima Birra prodotta lo scorso autunno (Con la tecnica E+G).
Inutile dire che una delle prime motivazioni è dovuta al fatto che quella Birra ormai stava terminando e avevo estrema necessità di rinfoltire la dispensa.
Però dovevo realizzarla migliorando la ricetta originale tentando si porre rimedio ad alcuni difetti che erano stati riscontrati, in primis l'astringenza da luppoli e l'eccessivo colore dovuto all'estratto in bollitura. Inoltre dovevo azzardare di più con il luppolo in Dry Hop per dare più aroma alla Birra.


Come sempre non rimane che aprire il Macbook andare su Brewfather e buttar giù la ricetta giusta sperando che possa essere quella vincente!

P.S.: Piccolo spoiler... la mia nuova creazione si chiamerà L'APA