lunedì 17 dicembre 2018

Sensazioni da PRO...

Weekend in famiglia e senza troppo da fare per via della produzione ferma in attesa delle festività Natalizie e aspettando la maturazione della mia ultima Strong Bitter che da 2 settimane giace nella cella di fermentazione. Non voglio commettere l'errore della prima produzione dove ho stappato le prime bottiglie dopo soli 10gg con conseguenti risultati demoralizzanti.
Mi sono dunque dedicato alla famiglia con uno sguardo che di tanto intanto ricadeva sui forum di settore, agli hashtag dedicati su Instagram e in alcune chat Telegram per vedere cosa la comunità brassicola combinava nel weekend.

Proprio in una di queste mi sono imbattuto in una richiesta di aiuto da parte di un "Collega" che essendo in fase di Mash nella realizzazione di una Imperial Stout che in ricetta prevedeva una OG 1120, si è reso conto che il proprio densimetro era tarato con un valore massimo che permetteva una OG 1100...

Come gestire la lettura della densità iniziale? Abbandonarsi alla speranza che la ricetta prevedesse il valore corretto?

La perplessità anche da parte degli HB più navigati era molta, e l'unica soluzione a detta di tutti era il rifrattometro che però non era in possesso di tale strumento. 
Quando ogni speranza sembrava persa ecco un lampo di genio! Del sottoscritto sia chiaro...

A volte lo studio serve a qualcosa...

La Densità non è altro che il rapporto tra la Massa e il Volume. 

D = M/V

Ora conoscendo la massa e il volume del mosto possiamo risalire alla densità.

Poi però mi è venuta in mente una soluzione meno scientifica ma a mio avviso molto utile in un caso del genere. Sicuramente non garantirà un risultato estremamente preciso, ma permette comunque di chiudere la cotta con le informazioni in maniera da limitare i danni.

La soluzione è la seguente:

Prelevare una quantità(Volume) precisa di mosto, per esempio 100ml, e posizionarla in un recipiente.
Aggiungere e mescolare nel contenitore lo stesso volume di Acqua distillata, nell'esempio in questione 100ml, che garantisce una densità pari a 1000.

A questo punto risulta semplice calcolare la OG sapendo che abbiamo fatto una diluizione al 50% con acqua con OG controllata.

Ma perché parlo di questo? In primis perché aver dato una soluzione empirica al quesito e aver aiutato qualcun altro aumenta la mia autostima facendomi sentire importante! Scherzi a parte...

Questo mi ha fatto capire quanto spesso sottovalutiamo l'importanza dell'attrezzatura in un hobby che non concede margine di imprecisione.
Per questo motivo sono corso in taverna a controllare la scala graduata del mio densimetro, che comunque permette un ampio range. Nonostante ciò ho aperto un noto portale di acquisti on-line e mi sono comprato un rifrattometro.

Meditate gente... meditate!



venerdì 14 dicembre 2018

Collaborazioni nascono e crescono,

Sono solo un HB alle prime armi, con molte, moltissime lacune e nozioni da apprendere.
Nel mio futuro brassicolo sicuramente commetterò errori e raccoglierò soddisfazioni, ma sempre con l'obbiettivo di migliorare e accrescere la mia cultura di questo hobby.

In ognuna delle etichette che realizzo per le mie produzioni, è presente un Qr code che permette di raggiungere una pagina on-line dedicata alla ricetta della Birra brassata al cui interno è sempre riportata una frase da me coniata che recita:

"Fare Birra è un arte ancestrale che ancora oggi è ben radicata nella cultura dei popoli.
Tutti possono produrre Birra, ma pochi la sanno fare.  
Passione, studio e applicazione sono alla base di una ricetta ben riuscita.
Ma sopra ogni cosa, la consapevolezza che non si è mai arrivati"

Vorrei focalizzare il punto sull'ultima frase e in particolare sulla chiusa: "la consapevolezza che non si è mai arrivati".

Con questa premessa mi appresto oggi a ufficializzare una collaborazione nata dalla stima reciproca del sottoscritto nei confronti di Enrico di Signormalto.

Enrico mi ha proposto di collaborare al progetto da lui portato avanti negli ultimi anni (Assieme al figlio Andrea) dando per quanto possibile un mio apporto di idee e progetti alla causa.
La proposta mi è parsa da subito molto interessante e ho accettato di buon grado.

Non sono un esperto e non lo sarò mai. Darò per quanto possibile il mio apporto alla causa, in continuità a quella che è fin dal principio la mia filosofia, non voler insegnare nulla a nessuno, ma condividere le mie esperienze di crescita nel bene e nel male!

ProjectZero continuerà ed esistere, raccoglierò le mie esperienze cercando di mecciare il contributo che darò ai due blog. Non è un lavoro ma semplicemente una passione che in quanto tale non sottrarrà energie alla vita quotidiana.

QUI il link all'articolo di presentazione di Signormalto.

martedì 11 dicembre 2018

HB shopping... meglio in negozio!

Decisamente si!
Fino ad oggi i pochi acquisti per materie prime e per accessori li ho effettuati esclusivamente presso store on-line (Birramia e Mr. Malt).
Qualche settimana fa però mi sono recato presso il negozio fisico per acquistare un nuovo impianto (Di cui parlerò più avanti), sfruttando il Black Friday.
Il negozio in questione si chiama PINTA e ha sede a Marostica in provincia di Vicenza.
In quell'occasione il titolare e tutto il personale si è mostrato estremamente gentile e disponibile a informazioni e consigli. Inoltre mi hanno concesso un ulteriore sconto rispetto al prezzo in promozione dell'impianto. Ci eravamo lasciati con la promessa che sarei passato nuovamente per acquistare materie prime e accessori per le mie future produzioni.

Questa mattina per tenere fede alla promessa mi sono recato da Pinta per una seduta intensiva di shopping. Avevo bisogno principalmente di un Hop Spider, ma anche di un pò di lolla di riso, irish moss e altre cosucce per il trattamento dell'acqua e del mosto. Ovviamente mi ero preparato prima sul loro sito internet, per scegliere i prodotti più interessanti e per una valutazione economica.

Alla fine mi sono lasciato convincere dalla loro professionalità e sono uscito dal negozio anche con un lievito liquido per la produzione della mia prossima Birra, che sarà una Weizen.

Ma c'è un ulteriore vantaggio che mi convince ulteriormente ad acquistare da loro... controllando lo scontrino mi sono accorto che sul totale ho risparmiato un ulteriore 10% circa rispetto ai prezzi proposti sullo store-online! Grande cosa questa!

Credo che PINTA diventerà il mio fornitore preferenziale, anche perché in caso di necessità spediscono senza spese di spedizione con un minimo d'ordine di €65,00.

Ci tengo a precisare che per scrivere questo articolo non sono ne pagato e non ricevo nessun beneficio personale. Mi piace semplicemente parlare bene di quelle attività che mi hanno piacevolmente sorpreso.


mercoledì 5 dicembre 2018

Imbottigliata e... infustata!

Ebbene si! Anche alla Strong Bitter è toccata la sorte dell'imbottigliamento. Questa volta però l'operazione è avvenuta con non pochi dubbi.
In primis la FG a 1017 mi ha fatto dubitare sull'avvenuta conclusione della fermentazione primaria, e in secondo luogo la quantità di zucchero per il priming. Ma procediamo con ordine.

Dopo il travaso intermedio, ho controllato periodicamente la densità che per ben 5 giorni consecutivi ha registrato il valore 1017 nonostante avessi innalzato la temperatura del mosto dai 18°C fino ai 20°C. Per questa ragione la scelta è stata quella di posticipare l'imbottigliamento per verificare eventuali risvegli del lievito S-04 (Che a detta di molti non è nuovo a blocchi e ripartente di fermentazione), ma comunque la situazione non è cambiata.

C'è da specificare che in ricetta avevo preventivato una FG di 1015, quindi non distante dal valore rilevato, ed inoltre modificando il kit con aggiunta di abbondante estratto, potrebbe aver alterato alcuni parametri non previsti in ricetta.

Da qui la scelta di imbottigliare comunque!

Il secondo dilemma che mi ha tormentato per giorni riguarda la quantità di zucchero per la carbonazione.
Premesso che, come già detto, la prima esperienza con la Morrison non mi ha soddisfatto a pieno per via della frizzantezza, mi trovo a constatare che lo stile  English Bitter prevede una bassa carbonazione che permette un massimo di 2.0 Vol. di CO2.
A questo punto la domanda è:
Rimango in stile per una birra meno frizzante come da BJCP oppure seguo l'istinto?

La risposta l'ho trovata per gestire il rischio di ripartenza della fermentazione in bottiglia (Parlo degli zuccheri eventualmente non fermentati nella fase primaria, non della carbonazione).

Meglio stare cauti e non rischiare gushing o peggio ancora esplosioni delle bottiglie. Quindi ho carbonato 12,5lt di mosto da imbottigliare con 54 gr di zucchero.

Per questa produzione ho deciso di destinare inoltre 5lt di Birra in fustino (Per eventuali Party estivi con amici) che ho carbonato con 2gr./lt. di zucchero.

A questo punto tutte le bottiglie riposano nella cella di fermentazione alla temperatura di 18,5°C, dove ci rimarranno per almeno 2/3 settimane prima di essere stoccate in dispensa.

Oltre alla Strong Bitter ho imbottigliato alcuni litri di Christmas Ale di cui però parlerò più avanti.

lunedì 3 dicembre 2018

Travaso e dry hop Strong Bitter

Nonostante i dubbi che nutro nei confronti del lievito S-04, la fermentazione prosegue silente, e a distanza di 7 giorni dalla cotta è giunto il termine per effettuare il travaso dove eliminare il fondo composto da impurità e cellule di lievito esauste. Inoltre ne approfitterò per eseguire il DryHopping con aggiunta di luppolo Fuggle.

Seppur in grande ritardo sui tempi, con mia moglie abbiamo deciso di realizzare un piccolo lotto di 4 litri circa da destinare a Christmas Ale, prevedendo l'aggiunta di spezie (5 gr. di anice stellato + 3,5 gr. di noce moscata). Probabilmente sarà un azzardo, ma ci piace sperimentare e così facciamo!
Sicuramente a Natale la Birra non sarà nel pieno della sua maturazione, ma potremo comunque permetterei di assaggiarla ed eventualmente decidere o meno di regalarla ad amici e parenti.

Questa volta ho preferito effettuare il travaso nel nuovo fermentatore sanitizzato collegando il tubo al rubinetto cedente inserendo l'estremità opposta direttamente sul fondo del fermentatore ricevente, avendo cura di non ossigenare il mosto.
Ho scelto di non utilizzare il sifone per via del fatto che la pulizia e la sanitizzazione richiedono più tempo, ed inoltre in questa fase non ritengo un problema l'eventuale passaggio di qualche particella di imputità nel nuovo fermentatore.
Mettiamoci anche una buona dose di pigrizia e la scelta è presto motivata...

Il mosto in fase di travaso è parso particolarmente limpido, probabilmente per via del lievito che ha permesso un deposito importante sul fondo.
Dall'immagine a lato il colore non rende giustizia... in realtà il mosto è più scuro di quanto appare. Forse perché ho scattato la fotografia con molta luce e probabilmente perchè nel fermentatore erano presenti pochi cl di mosto.



Il reale colore si nota invece dall'immagine del piccolo batch di 4lt. di Christmas Ale.
A differenza del bidone principale, dopo il dry hopping, il gorgogliatore della boccia di vetro ha da subito iniziato a borbottare, non con elevata frequenza, ma con regolarità. Mentre il fermentatore di plastica se ne sta li buono e apparentemente in silenzio con il gorgogliatore a livello.
Presumo che questo sia causato dall'elevato spazio disponibile sopra il mosto nel bidone che permette l'alloggio della CO2 creata senza che essa venga sfiatata per via della bassa pressione che si è generata. Mentre nell'ampolla di vetro che prevede uno spazio di aria minimo, l'anidride carbonica è costretta a uscire per via della pressione elevata.

Ora non rimane che attendere il termine del lavoro del lievito e lo stabilizzarsi della densità prima di occuparsi dell'imbottigliamento.