domenica 4 novembre 2018

Questa l'ho fatta io! ...Che soddisfazione!

Che soddisfazione!!!
Come si suol dire, utilizzando un detto preso da terra partenopea "Ogni scarrafone è bello a mamma soja" E questo è proprio il caso della Morrison Ale.

Sono molto felice...  
Nel momento in cui ho stappato la bottiglia, è come se avessi dato il via a una nuova era, quella delle mie Birre! 
Ad essere onesti, ero un pò preoccupato, ma dopo aver afferrato l'apribottiglie mi sono diretto sul collo della bottiglia per stappare il tappo a corona ben sigillato. 

Un momento... faccio leva con l'utensile e Psshh!  Carbonazione avvenuta! Nella bottiglia è sicuramente presente CO2 e questo è un ottimo segnale, anche se resta da valutare con l'assaggio se la frizzantezza sarà adeguata.

A questo punto prendo il bicchiere abbondantemente risciacquato con acqua fresca e verso la Birra. 

Come mi aspettavo il colore non è molto chiaro (Non proprio in stile con le Blond Ale) ma si nota da subito un incredibile limpidezza, sicuramente conferita dalla tecnica E+G.
La cosa che però mi lascia molto perplesso è l'assoluta o quasi mancanza di schiuma, che peraltro scompare immediatamente, quasi come avessi nel bicchiere un the alla pesca. A naso invece riesco a percepire l'aroma del cascade con le sue riconoscibili note agrumate. Questo mi rende estremamente soddisfatto perché trovo nell'aroma esattamente ciò che mi sarei aspettato di trovare. 

Passando infine alla degustazione, non posso dire di essere piacevolmente sorpreso... Il sapore del Cascade è presente, ma è l'unica nota positiva.
La carbonazione è minima e poco amalgamata alla birra (Sembra non essere ben inserita nel contesto) e la Birra risulta piatta e troppo beverina.

Poi parlando con amici con cui mi scambio opinioni e chattando sui forum, capisco che 2 settimane per una degustazione definitiva, forse sono un pò pochino e in molti mi suggeriscono di attendere almeno altre 2 settimane di maturazione per dar modo alla birra di terminare il ciclo di affinamento. Speriamo bene! 

Per il momento lascio i lettori con un video dell'apertura della mia prima Birra, la Morrison Ale. 



venerdì 2 novembre 2018

Morrison Ale

Finalmente ci siamo. Il momento della verità è arrivato!
Sono passate esattamente 2 settimane dall'imbottigliamento con aggiunta di zucchero per la rifermentazione della mia PRIMA Birra prodotta in casa da me medesimo e a questo punto è giunto il tempo di provare a stappare una bottiglia per valutare il risultato.

Non vuole essere un attenuante, ma non mi aspetto di avere già un prodotto definitivo e con tutte le caratteristiche al loro posto. So già che per degustare una Birra compiuta dovrò attendere almeno altre 3/4 settimane per permettere a tutti gli aromi di amalgamarsi e restituire una Birra più complessa  e bilanciata.
Ma ora, stappare una Birra mi permetterà di capire cosa ho prodotto, se una schifezza o qualcosa di almeno passabile, e mi darà una prima idea di eventuali errori o variazioni per le prossime ricette.
Il mio più grande timore è quello di non aver carbonato a sufficienza la birra (Con 94 gr di zucchero bianco per 18.5 Lt di birra) e di trovare una birra piatta e con poca schiuma.

Per il momento, in questo post voglio parlare del "Packaging" che ho scelto per le bottiglie della mia prima Birra... La Morrison Ale.
Ho deciso che realizzerò le mie etichette seguendo lo stile musicale, dedicandole a canzoni, gruppi e cantanti che hanno segnato la storia della musica internazionale e che ovviamente hanno lasciato un segno nel mio passato e nel presente.

La prima etichetta l'ho voluta dedicare al grande Jim Morrison, cantante dei The Doors, gruppo statunitense che già conoscevo, ma ho imparato ad amare a seguito di una vacanza che ho fatto nel 2016 negli Usa e più in particolare in California nella West Coast.

Ma perché proprio a Jim la prima etichetta?
Il motivo sta nel fatto che per realizzare la Morrison Ale ho utilizzato luppoli Americani (Prevalentemente Cascade) e perché  Jim Morrison è indiscutibilmente l'artista che apprezzo di più della scena americana e perché lo reputo un artista "Sincero", proprio come vorrei che fosse la mia Birra.

Da notare l'utilizzo della capsula termoretraibile per proteggere il tappo delle birre e per migliorare lo stile delle mie bottiglie. Ma c'è tempo per parlare di questo...

Sicuramente in un post futuro spiegherò meglio come ho deciso di impostare il lay-out di tutte le mie Birre e delle etichette, e magari le inserirò in una sezione dedicata del Blog.

Ora vi lascio, voglio rimanere da solo per dedicarmi alla degustazione della Morrison Ale.

La mia PRIMA Birra fatta in casa.

domenica 28 ottobre 2018

Blond Ale ma... con le more

A nove giorni dall'imbottigliamento cresca l'attesa per poter stappare una delle bottiglie che racchiudono la mia prima creazione. Non è facile resistere alla tentazione di aprirne una, ma sono deciso nell'attendere almeno un ulteriore settimana.

In uno dei primi post in cui parlavo della ricetta, avevo indicato che la previsione sarebbe stata di produrre 23 lt totali di mosto da mettere in fermentatore, ma in realtà ho imbottigliato poco più di 18 litri. Come mai? Dove sono spariti i circa 5 litri che mancano dal fermentatore?
é vero ci sono da considerare le perdite da travasi, lieviti e proteine sul fondo del contenitore, ma 5 litri effettivamente sono troppi.

Il motivo è da attribuirsi a una scelta, forse scellerata, di prelevare 4 litri di mosto durante il travaso intermedio e di destinarli a un contenitore in vetro nel quale concludere la fermentazione di questa parte di mosto con l'aggiunta di 400gr di more di rovo intere, oltre al luppolo per il Dry Hopping che avevo previsto per la ricetta originale.

Le more sono state personalmente colte sui monti della Franciacorta ad inizio settembre e dopo averle pulite, sono state messe in congelatore per poterle conservare al meglio.

La fermentazione con l'aggiunta di more è proseguita con le stesse modalità dei 18 lt di Blond Ale ed è stata imbottigliata sempre il 19 Ottobre con l'ausilio del sifone (Per via dell'assenza di rubinetto).

Al momento ho due perplessità:

- Dato che non avevo modo di verificare la densità del mosto in questione ho dato per conclusa la fermentazione una volta conclusa quella del fermentatore principale. Spero di non essermi sbagliato, dato che l'aggiunta delle more apporta ulteriori zuccheri al mosto...

-Ho effettuato il travaso col sifone, al quale non ho applicato alcun filtro per la separazione dello "sporco" e non ho neppure eseguito un travaso in un altro contenitore perché ne ero sprovvisto.
Di conseguenza ho imbottigliato un mosto abbastanza torbido e con parecchi residui. Spero solo che questo non influisca negativamente sul risultato finale, anche se mi aspettavo una birra abbastanza torbida.

In conclusione ho imbottigliato circa 3 litri di Birra alle more che al momento riposa in attesa di essere degustata. Con ogni probabilità attenderò qualche settimana in più prima di stappare questa versione...

 

lunedì 22 ottobre 2018

Dalla plastica al vetro! Finalmente...

A fermentazione primaria terminata, per ogni Homebrewer giunge il momento di conquistare uno dei traguardi più importanti, ovvero l'imbottigliamento.

Un passaggio che per il sottoscritto ha segnato una sorta di liberazione.
Ma liberazione da cosa?
Innanzitutto dall'ansia da prestazione che ho coltivato nelle 2 settimane in cui il mosto è rimasto "Intrappolato" all'interno del fermentatore, all'interno del quale qualcosa stava succedendo, ma quel qualcosa non era ne visibile e neppure palpabile.
In secondo luogo il poter imbottigliare permette di valutare, anche se non in maniera definitiva, lo stato della birra, potendo escludere problemi di qualsiasi genere che avrebbero potuto rovinare la produzione nelle fasi precedenti.
Personalmente, trasferire la birra all'interno delle bottiglie in vetro sigillate ha permesso di tirare un sospiro di sollievo, come a dire "Ce l'abbiamo fatta!".

La cronaca dell'imbottigliamento:
Nel mio caso, il lavoro è iniziato giorni prima della data prevista dell'imbottigliamento. Trattandosi della mia prima volta ho preferito iniziare a pulire tutte le bottiglie vuote che avevo recuperato nei mesi scorsi, immergendole in acqua e ammoniaca per alcuni minuti e successivamente risciacquarle con abbondante acqua e aiutandomi con l'avvinatore ho pulito l'interno delle bottiglie per scongiurare incrostazioni varie.
Devo dire le le bottiglie che precedentemente contenevano birre rifermentate sono state quelle che mi hanno fatto tribolare maggiormente.

Ma veniamo al giorno X:
Come praticamente tutte le fasi della produzione domestica di Birra, anche l'imbottigliamento prevede la preparazione del liquido sanitizzante e la conseguenza pulizia dell'attrezzatura che andrà in contatto con il mosto.
A questo punto risciacquo di tutte le bottiglie con la soluzione sanitizzante e posizionamento sullo scolabottiglie.
A questo punto, prima di occuparmi del travaso della birra all'interno del fermentatore che servirà per imbottigliare (Pratica consigliata per eliminare i residui e le impurità depositate sul fondo), mi sono recato in cucina per preparare la soluzione di acqua e sale per il Priming.
Trovandomi nel fermentatore poco più di 18lt di mosto e dando per conclusa la fermentazione, ho sciolto circa 90gr di zucchero bianco all'interno di un pentolino con poca acqua in bollitura. Dopo aver protratto la bollitura per 5' (Per sterilizzare la soluzione zuccherina), ho raffreddato il pentolino in una bacinella con acqua e ghiaccio per permettere di raggiungere il prima possibile la temperatura ambiente.
A questo punto ho versato lo sciroppo di zucchero all'interno del fermentatore durante il travaso che ho effettuato con il sifone (E non dal rubinetto del bidone).
A travaso ultimato, dopo aver preparato la tappatrice a colonna e aver sanitizzato i tappi, ho installato il tubo e l'asta di imbottigliamento al rubinetto del fermentatore per l'imbottigliamento.
Ogni 3/4 litri imbottigliati, arrestavo la procedura per tappare le bottiglie e per dare una mescolata alla birra per evitare stratificazioni dello zucchero che non avrebbero permesso una carbonazione uniforme in tutte le bottiglie. E poi via fino a ultimare l'imbottigliamento!

Tutte le bottiglie ora riposano coperte da un canovaccio per evitare il contatto con la luce, alla temperatura di fermentazione 19/20°C in attesa che il gusto si affini e il lievito residuo consumi lo zucchero del priming per dare la giusta frizzantezza alla birra.


Ora altre 2 o meglio 3 settimane di maturazione e poi sapremo la verità.
Riposate mie piccole, riposate...


venerdì 19 ottobre 2018

Verificando la densità.

Dopo le avventure del travaso intermedio con annesso Dry Hopping, la settimana che porta all'imbottigliamento scorre velocemente. Come da programma ho previsto 2/3 letture della densità prima di essere certo di poter dare per conclusa la prima fermentazione.
Lo scorso martedì ho prelevato un primo campione di mosto, e con la cura e perizia di un "Piccolo chimico", dopo averlo preventivamente sgasato, ho provveduto a rilevare la densità...

1010

... perlomeno così sembra. Dico ciò perché ho riscontrato che in realtà la lettura non è per nulla semplice visto che, come spiegato da mia moglie (Che studiò con indirizzo chimico), l'effetto "Lente" che si genera attorno all'asta del densimetro potrebbe trarre in inganno.
Mi spiego meglio:
Da una prima frettolosa analisi pare che il livello del mosto indichi 1009 sulla scala graduata, ma verificando con attenzione si può notare una "bombatura" del liquido poco prima del contatto con l'asta graduata, falsandone così, anche se in minima parte, il risultato finale che risulta essere appunto 1010.

Rimando a un articolo di BirraeBirrerie.it che spiega in dettaglio l'effetto sopra descritto.

Lo stesso test della densità è stato effettuato giovedì mattina ed ha dato il medesimo esito. Quindi mi sento di dire che la fermentazione primaria possa considerarsi terminata.

Ricordo inoltre che il mosto prima dell'inoculo del lievito aveva registrato una densità di 1042 (E non 1040 come erroneamente indicato qualche post fa). Di conseguenza come da regola base abbiamo raggiunto 1/4 del valore di OG, il quale determina, seppur in via teorica, la conclusione ufficiale della fermentazione. Speriamo Bene!

A questo punto non mi rimane che organizzare l'imbottigliamento per questo weekend!

Note conclusive:
Con estrema soddisfazione ho riscontrato che dopo il travaso intermedio il mosto è diventato molto più limpido, anche se il colore rimane più scuro delle previsioni.
Dopo un assaggio del campione posso confermare che il gusto rispetto a 10 giorni fa risulta più equilibrato, meno pungente e la sensazione di astringenza iniziale sembra svanita. 
Lo so, è presto per trarre conclusioni affrettate, ma avere feedback positivi mi stimola a proseguire questo splendido viaggio.



venerdì 12 ottobre 2018

Fermentazione, secondo atto.

E' tempo di cambiare... il fermentatore!

Ad una settimana esatta dalla realizzazione della cotta, questo pomeriggio mi sono dedicato al travaso del mosto in un nuovo fermentatore ben pulito e sanitizzato per dare il la alla seconda fase della fermentazione.
Chiaramente in quanto prima cotta, non mi sono fatto mancar nulla, neppure il famoso Dry Hopping. Ma non solo... ho osato ancora di più!
Ma andiamo per gradi.

Dopo aver preparato tutta l'attrezzatura correttamente pulita e sanitizzata ho volto lo sguardo, quasi in segno di sfida, al fermentatore primario che mi stava attendendo per essere aperto (Contro ogni pronostico sono riuscito a mantenerlo sigillato per tutta la settimana, senza dare mai una sbirciatina al suo interno...).

Ho aperto con un pò di timore il coperchio, stando attento a non versare il contenuto del gorgogliatore nel mosto ed immediatamente un profumo agrumato, tipico del Cascade ha pervaso la stanza. Ottimo direi! questo è quello che mi aspetto dalla mia Birra.

Al primo sguardo si può notare un uniforme cappello di schiuma che copre il mosto (Mi auguro che non si tratti di una cosa negativa).
La cosa che indubbiamente mi disturba è il colore particolarmente carico del mosto. E' vero, sapevo sin dal principio che l'utilizzo degli estratti in bollitura rende il mosto più scuro, ma mi sarei aspettato qualcosa di meno intenso.
Probabilmente dovrò cambiare il nome della mia Blond Ale visto che con ogni probabilità non sarà molto "Blond". Ma c'è di peggio!

A questo punto è ora di travasare.
Avendo deciso di acquistare un sifone (Per varie ragioni che magari spiegherò in futuro) mi organizzo per effettuare il travaso.
Per evitare do catturare troppo sporco e fondo, ho legato al terminale del tubo un Hop Bag a maglia fine come filtro.
L'operazione è risultata più semplice di quanto potessi aspettarmi e sono riuscito a travasare buona parte del mosto. Sul fondo del fermentatore primario sono comunque rimaste almeno 2 dita di lieviti esausti e scarti vari.

Ultimo step prima di chiudere il coperchio è stato quello dell'inserimento del luppolo per il Dry Hopping (Cascade 26gr e Columbus tomahawk 19gr) all'interno di 2 Hop Bag per evitare che troppi residui finiscano nella birra.
A questo punto posiziono il gorgogliatore e lascio a riposare per almeno altri 7 giorni il mosto.

Tutto sommato l'esperienza è stata parecchio positiva e nonostante un pò di indecisioni su come gestire pulizia e passaggi da effettuare senza rovinare tutto, posso ritenermi soddisfatto.
L'unico neo deriva dal fatto che oltre al colore scuro, ho trovato il mosto poco limpido. Mi auguro che questo sia dato dal fatto che la fermentazione non è ancora conclusa e magari con il travaso pre imbottigliamento il mosto risulterà maggiormente limpido.

Non mi resta che sperare in bene!


giovedì 11 ottobre 2018

Fermentazione... l'inizio della fine!

Credo che tutti coloro che per la prima volta si siano prodigati nella produzione casalingo brassicola, abbiano immaginato che la fase di fermentazione fosse la semplice conclusione del processo di realizzazione della Birra...
Dopo mesi di teoria, ero abbastanza convinto che gli step più complicati sarebbero stati la stesura della ricetta e la gestione dell'ammostamento, chiaramente senza tralasciare la fase di bollitura/raffreddamento del mosto (Che a dire il vero mi preoccupavano meno). Da li immaginavo che la vetta fosse raggiunta e con la fermentazione si potesse tirare i remi in barca perché la strada torna a scendere verso valle.

Diciamo che mi sbagliavo!

Da un certo punto di vista è vero chela responsabilità del lavoro a questo punto sarebbe stata una partita tra lievito e mosto, ma mentalmente la gestione della fermentazione ha un ruolo abbastanza stressante.

Per prima cosa l'ansia di aver eseguito tutti i passaggi senza troppi errori e soprattutto aver avuto cura della pulizia dell'attrezzatura per evitare infezioni si fa sentire non appena chiuso il fermentatore.
Angoscia che tende a svanire quando si sente il gorgogliatore sussultare come a dare il via ufficiale alla trasformazione degli zuccheri.
Ammetto inoltre che la gestione della temperatura mi ha angosciato parecchio perché per più volte nell'arco della giornata mi recavo in taverna a verificare la temperatura della stanza e del fermentatore (Complice un Ottobre molto caldo...)

Cronaca della fermentazione della Blond Ale:

-Venerdì 5 Ottobre: in serata inoculo del lievito US-05 a una temperatura del mosto di 25°C. Chiudo  il fermentatore e vado a dormire.

-Sabato 6 Ottobre: di buona mattina scendo in taverna e con enorme soddisfazione mi rendo conto che la temperatura è scesa a 22°C e che la fermentazione è partita in modo abbondante ed evidente.

-Domenica 7 Ottobre: La fermentazione tumultuosa prosegue senza sosta e la temperatura nel fermentatore rimane costante a 22°C. Nella stanza il termometro segna 20°C

-Lunedì 8 Ottobre: La fermentazione prosegue come da manuale e la temperatura del mosto è scesa di 1/2 grado. Si inizia a vedere un abbondante deposito di lieviti esausti sul fondo del fusto.

-Martedi 9 Ottobre: La temperatura nel fermentatore scende a 21°C e il gorgogliatore ha calato un pò l'attività che ora risulta meno evidente.

- Mercoledì 10 Ottobre: Temperatura costante a 21°C e fin dalla mattina il gorgogliatore ha terminato l'attività. Questa cosa un pò mi preoccupa... Per scrupolo in serata prelevo un campione di mosto dal rubinetto per misurare la densità.
Una prima analisi mostra il campione saturo di gas... Infatti una prima lettura mostrava una densità di 1025! Ho preferito sgasare il campione e lasciarlo riposare per 30' prima di effettuare una seconda prova che ha dato un esito più soddisfacente. Poco sopra 1010 come si intuisce dall'immagine.

A questo punto mi sento un pò più sereno e rassicurato dall'amico Enrico di Signormalto, con il quale sto scambiando molti pareri in questo periodo, mi dirigo mentalmente verso il prossimo Venerdì, quando andrò verso il prossimo step che sarà il travaso intermedio con aggiunta di luppolo per il Dry Hop.

Chiudo confidando che ho assaggiato il mosto usato come campione per la densità e devo dire che al momento si sentono parecchi sapori che in parte mi attendevo, ma al momento trovo molto pungente l'amaro del luppolo e la piattezza della birra rende l'intruglio un pò stucchevole e leggermente astringente. Speriamo che con la maturazione il gusto evolva in meglio!